La Belle Epoque, la musica è parte fondamentale della nostra quotidianità

Abbiamo parlato con La Belle Epoque in occasione dell’uscita del nuovo singolo della band lombarda dal titolo Tutto quello che saremo. La Belle Epoque ritorna dopo qualche anno di silenzio con una nuova maturità sonora, un singolo di rottura che mette (temporaneamente) da parte chitarre e distorsioni per lasciare spazio ad un dialogo incalzante tra sezione ritmica e tastiere. Parole potenti, come una pietra in faccia.

Ecco cosa ci hanno raccontato!

UDZ: Avete pensato anche a tutto quello che sarete?
La Belle Epoque:
Sarebbe strano il contrario! Crediamo che ognuno ci debba riflettere spesso e questo vale anche come band. Siamo sempre stati molto riflessivi, forse fin troppo, ma è importante decidere sempre con precisione quello che siamo e quello che saremo.

UDZ: Come si è formata la Belle Epoque?
La Belle Epoque:
Come moltissime band è partito tutto tra amici, la passione comune per gli anni 90 e la voglia di evadere con la musica. Nel tempo poi abbiamo capito che stavamo sviluppando una sorta di sensibilità comune che ci portava a scrivere pezzi piuttosto personali e con uno stile riconoscibile.

UDZ: Qual è la connessione tra il brano appena uscito e il video che vedremo presto?
La Belle Epoque:
Il video è una trasposizione molto visionaria di una situazione di difficoltà comunicativa interpersonale. Da questo punto di vista siamo stati duramente messi alla prova dalla pandemia e crediamo sia il momento giusto per decidere quale sia l’opzione migliore per ognuno, se spettatore o teatrante.

UDZ: Chi siete quando non avete a che fare con la musica? E quanto è importante la musica nella vostra quotidianità?
La Belle Epoque:
La musica è parte fondamentale della nostra quotidianità. Siamo ascoltatori accaniti vecchio stampo e ci piace andare alla ricerca di novità spesso sconosciute. Ma non solo per quanto riguarda i dischi, anche strumentazione, accessori, memorabilia! Arriviamo da svariati percorsi di studio e lavorativi lontani dall’ambiente musicale, ma anche giù dal palco o fuori dalla sala prove non possiamo farne proprio a meno.

UDZ: Un consiglio musicale alle nuove generazioni?
La Belle Epoque:
Un consiglio ad ampio raggio: non accontentarsi mai, si finisce per spegnersi. Un ascolto consigliato? Andiamo d’istinto, quello che stiamo sentendo ora mente rispondiamo: “Push” dei The Cure, da “The Head on The Door”